Royal Enfield. Un marchio sinonimo di qualità e prestigio, che di recente abbiamo imparato ad ammirare sotto il tetto di Deus. Ecco perché il nostro capo meccanico Jeremy Tagand ha deciso di customizzare 3 Royal Enfield 650 Twin, diverse per carattere e colore ma accomunate da uno stile ineguagliabile, di quelli che fanno venire l’acquolina in bocca. Solo la scorsa settimana Jeremy ha partecipato al Surfside Motorcycles Enfield Show & Shine a Sydney, e 2 delle sue 3 creazioni si sono aggiudicate il primo e il secondo posto, mentre l’ultima ha vinto il premio del pubblico.
Aspettate solo di vederle. Sono qualcosa da ammirare, e non preoccupatevi: non dovrete aspettare a lungo. Da domani sveleremo queste bellezze, una moto alla volta, settimana dopo settimana.
Come molti dei primi produttori di motociclette, Royal Enfield nacque dalla sua cugina meno potente, la bicicletta, ma nei primi anni del Novecento si trasformò in un punto di riferimento britannico per le moto, noto per qualità e potenza.
Negli anni 1890 Royal Enfield forniva componenti per armi da fuoco alla Royal Small Arms Factory del governo britannico, da cui il motto incisivo “made like a gun”. Uno slogan rispecchiato solo dal bicilindrico parallelo da 736 cc, capace di coprire il quarto di miglio in meno di 13 secondi. Così, com’era giusto che fosse, quando quella voce arrivò sul suolo americano, quegli yankee affamati di potenza puntarono i riflettori sull’ingegneria britannica a 2 tempi.
Il loro periodo d’oro non durò a lungo: chiusero definitivamente i battenti nel 1970, ma un modello solitario chiamato Bullet bastò a mantenere vivo il marchio Royal Enfield. Mentre il brand trascorreva il suo tempo in terra indiana, fu il duo padre e figlio Vikram & Siddartha Lal a garantire la continuità di Royal Enfield. Nel 2017 Royal Enfield tornò ancora una volta nel Regno Unito, e una collaborazione tra i team indiano e britannico portò Royal Enfield fino al punto in cui si trova oggi.
Tenete gli occhi aperti: presto sui vostri schermi arriverà un po’ di gloria Royal Enfield.
Foto di Kenyon Batterson