Porca miseria, che weekend!

Bloody hell what a weekend!
Che weekend! Roba da azione senza sosta. Ogni giorno c’erano grandi cose da fare, ma torneremo all’inizio e al mezzo: ora facciamo un salto alla fine, alla domenica. L’evento che dava il nome all’intero weekend, il Deus 9′ & Single Log Fest, era naturalmente la vera gara di surf. Abbiamo montato tende e tettoie nel tardo pomeriggio di sabato, togliendoci di mezzo il grosso del lavoro. Il piano era di filare lisci la domenica mattina. Ci siamo incontrati al Deus Temple di Canggu prima dell’alba, con il verso dei corvi che attraversava le risaie, abbiamo caricato stereo, PA, T-shirt, componenti essenziali dell’evento e, cosa più importante, diverse centinaia di birre. Tutte cose assolutamente fondamentali per organizzare una gara di surf di successo, ve lo assicuro. Siamo arrivati in spiaggia intorno alle 6:10. Abbiamo scaricato e iniziato a portare l’attrezzatura dal parcheggio lungo un breve sentiero fino a una piccola altura. Ci siamo fermati tutti, perché davanti a noi il mare aveva di nuovo acceso le condizioni mattutine più perfette. Barrel impeccabili arrivavano da destra. Le facce stanche si sono aperte in sorrisi e hanno ripreso a lavorare con nuova energia. Gli ultimi pezzi sono stati sistemati mentre i giudici prendevano posto e i concorrenti inceravano le tavole. Il PA ha scoppiettato e gracchiato prendendo vita. Si cominciava. Che cast stellare. Dobbiamo dire un enorme grazie a tutti voi che siete arrivati da vicino e da lontano a Bali per competere nel secondo Deus 9′ & Single Log Fest: è stato davvero da restare a bocca aperta vedere un field internazionale di super slider pieni di stile. Ovviamente abbiamo avuto una valanga di australiani, era scontato, ma avere, in ordine sparso… Harrison Roach, Matt Cuddihy, Matt Chojnaki, Jimmy ‘Slide’ Mitchell, Andrew Warhurst, Banjo McLachlan, Jack Norton, Thomas ‘Doc’ Bexon, Jake Bowery, Chris McCutchinson, Jimmy Lewellyn, Kai Ellice-Flintand e persino Josh Constable, tutti presenti, è andato oltre i nostri sogni più sfrenati. Dall’altra parte dell’oceano abbiamo attirato i notevoli talenti di Alex Knost, Dane Peterson, Jared Mell e Spencer, l’esperto surf in-house di Deus Venice Beach, arrivato persino a tenere alta la bandiera. I giapponesi non sono mai da meno e ‘Pippen’ Suzuki, Yuta Sezutsu e Go Kitahara hanno rappresentato alla grande. Due stalloni italiani, Roberto Milio & Mateo Marchesi, un singaporiano, Mike ‘Trimslideglide’ Lim, e persino un tedesco, Wolfgang ‘Lupo’ Steiner. Abbiamo arricchito il gruppo di talenti con una manciata di devoti del Deus Temple guidati da Husni Ridhwan, Julian Zelonka, Monty, Pat, Drew Head e, ultimo ma mai ultimo, Simon ‘Tiger Eyes’ Palmer. Un altro dato incredibile per chi colleziona queste cose: quasi ognuno di loro si è infilato in un barrel durante le batterie. Era semplicemente così bello. C’era nose riding, bottom turn incredibili e un sacco di cutback in giro. Anche se i tubi erano dannatamente irresistibili. Ci avevano detto prima che non era lo spot giusto per un evento log. L’onda era troppo veloce, sarebbe stata troppo grossa, le tavole non avrebbero retto… be’, abbiamo smentito quei critici. Era perfetto e il surf era ridicolmente incredibile. A metà mattina però le condizioni avevano iniziato a peggiorare, e a dire il vero anche il pubblico, con un piccolo aiuto dato seminando birre qua e là. Microfoni cordless passavano lungo la spiaggia e abbiamo avuto alcuni dei commenti surf più divertenti di sempre. Una menzione speciale va a Jared Mell: potresti sempre fare carriera in radio se questa cosa del surf non dovesse funzionare. Con il vento che entrava, la marea che usciva e le birre che scendevano, siamo corsi verso le finali. Le semifinali sono state tra le surfate più intense dell’intero evento. I giudici, che pensavano di essere stati invitati per fare due scarabocchi sulla spiaggia, si sono ritrovati improvvisamente con un bel po’ di lavoro da fare. Il conteggio della seconda semifinale stava richiedendo così tanto tempo che alla fine abbiamo detto al diavolo e dichiarato un pari merito per il secondo posto, lasciandone passare tre e creando una finale a cinque. I giudici erano felici, la spiaggia era felice, ma soprattutto erano felici gli stessi concorrenti. La finale era composta da un fab five estremo: Harrison Roach con la canotta rossa numero 1, Matt Cuddihy con la nera numero 2, Matt Chojnaki in giallo 3, Josh Constable in blu 4 e Alex Knost in skin. Roba da mangiarsi le unghie! A questo punto però devo dirvi che, dopo una finale incredibile di 30 minuti, con speculazioni selvagge su chi avesse vinto e chi no che correvano lungo la spiaggia più veloci di un fattorino in moto, non avremmo saputo chi aveva vinto fino a più tardi, molto più tardi. Il segreto veniva custodito e svelato quella sera al Deus Temple. La folla ha lasciato lentamente la spiaggia e, dato che era ancora solo l’una, molti hanno avuto qualche ora per riposarsi e riprendersi. In tanti dovevano reidratarsi, perché il secondo e il terzo atto di questa giornata già fantastica dovevano ancora andare in scena. Il backyard del Deus Temple of Enthusiasm a Canggu non era mai stato così bello. Vision One aveva piazzato luci dappertutto, mettendo davvero in risalto il suo lato migliore. La folla si era fatta più fitta e le birre scendevano. Monty ha preso il microfono, ha ringraziato un po’ di persone e ha fatto il punto sul weekend fino a quel momento. Era stata una lunga strada. Senza troppa pompa e cerimonia ha descritto la mostra che stava aprendo, Praeterlabor: una collezione di artisti, in gran parte presi dai concorrenti del weekend e da persone vicine, che avevano tutti contribuito con opere per questa festa visiva. Poi il momento è arrivato: le barrel girls si sono avvicinate al bordo del palco. Monty ha invitato DHump sul palco. Anche i cinque finalisti sono stati chiamati a raggiungerli. Birre passate di mano. In una rispettabilissima quinta posizione c’era Matt ‘Cuddle’ Cuddihy. Il quarto posto è andato a Matt Chojnaki, il terzo ad Alex Knost. Monty ha spremuto il momento fino all’ultima goccia prima di annunciare che Josh Constable era arrivato secondo, lasciando un felicissimo Harrison Roach al primo posto. Anche se non si trattava di chi avesse vinto o perso. Questa volta contava davvero aver preso parte al gioco. Più di una persona è stata sentita dire che era uno dei migliori eventi a cui avesse mai partecipato. Alex ha solo detto che gli seccava un po’ perdere contro Josh perché non avrebbe mai smesso di rinfacciarglielo. Chris Brooks ha iniziato a suonare. Sono state scattate foto e bevuta molta altra Bintang. Sono saliti Reprats e Soul Brothers. La folla è addirittura cresciuta. Il backyard era pieno. Altre foto scattate in studio e molti altri drink sono stati bevuti. Poi hanno suonato i Tomorrows Tulips. C’è stato un po’ di ballo e ancora da bere, il posto era sommerso. Alcuni non ricordano di essere tornati a casa. Un paio di persone non ce l’hanno fatta. A casa, intendo. La notte resta comunque un ricordo, per quanto distorto o sfocato. Qualcosa che non verrà dimenticato. Un weekend enorme, pieno di divertimento con gli amici. Un grande grazie a tutti i nostri sponsor, perché senza di loro un evento così non sarebbe stato possibile. The Critical Slide Society, Raen Sunglasses, The Yak Magazine, Bali Alternative Media, Vision One e il preferito dal pubblico, Bintang Beer.