Quattro chiacchiere con Husni - Parte 1

Catching up with Husni Part 1
Con Salsa in partenza da Bali per una piccola soirée messicana, e con un po’ di tempo prima dell’arrivo di Ozzie Wright e compagnia, i miei impegni di lavoro si sono allentati, lasciandomi un piccolo varco per andare a esplorare. Dove andare… Ho controllato il bollettino delle onde e ho notato un bel piccolo impulso diretto verso West Java. L’occasione perfetta per ritrovare Husni e il resto dei ragazzi a Batukaras. Così ho preparato la borsa, ho preso Andre, il nostro uomo dietro l’obiettivo dei video che produciamo, e siamo partiti per il viaggio purtroppo lungo e piuttosto tortuoso verso quel tratto di costa a più di mille miglia di distanza. Arrivati di prima mattina, è stato fantastico vedere che non c’era il solito sciame di turisti che tende a essere attratto da questo magnifico pezzo di costa. Eravamo arrivati una settimana prima delle mandrie di locali di Java che affollano queste perfette acque azzurre come formiche sulla marmellata. La ricompensa è stata non avere intorno rumorosi motoscafi o banana boat a solcare il posto. Pace. Perfezione. Il momento migliore dell’anno per essere qui. Senza perdere troppo tempo, anche se dopo una rapida reunion e due chiacchiere, ci siamo diretti verso il surf. Husni, come quasi ogni giorno, non vedeva l’ora di entrare in acqua. Mentre remava fuori quella mattina, ho notato, non per la prima volta, la sua statura. La sua presenza in acqua. Il maschio alfa, una sorta di leader che veglia sul suo branco. Mai aggressivo né avido di prendere ogni onda, piuttosto sceglieva le onde d’istinto. Quella giusta. Il posto perfetto. Sempre un passo avanti. Conoscendo ogni asperità e ogni fessura lungo il percorso. Rifinendo la tavola con un gioco di piedi veloce e un equilibrio felino. Stile ed eleganza fatti persona. Non eravamo gli unici visitatori in città. Anche il nostro buon amico e artista locale di Canggu, Andrew Wellman, aveva deciso di fare visita a questa comunità amica del longboard. Era la sua prima volta e, a giudicare dalla sua espressione ogni volta che lo vedevo in acqua o vicino all’acqua, direi che non è rimasto deluso. Rider e proprietario di una vasta gamma di mezzi. In sostanza, ad Andrew piace scivolare. Lunghi, corti e tantissime vie di mezzo. Penso sia ipnotizzato dal movimento in avanti. E in un posto così, come potrebbe non esserlo. Dopo aver surfato il point break per i primi due giorni, abbiamo deciso che era ora di mettere il naso dietro l’angolo per vedere cos’altro si nascondesse lì intorno. Partiti prima dell’alba, ci siamo fatti strada tra colline e vallate. È qui che avere il nostro buon amico Husni ripaga davvero. Senza la sua conoscenza del posto non l’avremmo mai trovato. E non credo nemmeno che riuscirei a tornarci. Le condizioni sembravano quasi perfette, con un’alba arancione e calda, acque dolci e pulite, piccole onde perfette che rompevano su un fondale di reef e, soprattutto, non un’altra persona in vista. Prima ancora che riuscissi a tirare fuori la macchina fotografica, Husni aveva già raggiunto la line up. Un’onda dopo l’altra arrivava, tutte a sua disposizione. È la situazione che ogni surfer sogna. Si capiva che era qualcosa di cui godeva spesso. Ancora una volta, guardando attraverso l’obiettivo, sono rimasto colpito dalla parsimonia dei suoi movimenti: faceva sembrare tutto dannatamente facile. Restate sintonizzati per la Parte 2 del mio rifugio a Java: abbiamo altre onde, una bella dose di lifestyle e perfino un tocco di drag racing in stile locale. Non perdetela!