Quest’anno, alla 21ª edizione di Day in the Dirt, qualcuno direbbe che l’evento ha raggiunto la maturità. Che ha raggiunto un livello di maestria nella capacità di organizzare un evento di successo. Forse è persino diventato compiaciuto e stantio, ripetitivo? No, non è questo il caso. Oggi è un evento riuscito e consolidato tanto quanto è sfacciato e pieno di entusiasmo giovanile, come un adolescente che riceve la sua prima moto nuova la mattina di Natale. È la fine dell’anno, la fine delle stagioni di gara. Gli animi sono alti e pieni di spirito festivo. A Day in the Dirt trovi persone di ogni estrazione. Se c’è un evento all’anno a cui la gente vuole correre, è questo. Piloti, stuntman, produttori cinematografici, surfer e skater professionisti, avvocati, medici, shaper di tavole da surf, carpentieri e tutto quello che c’è nel mezzo. Le persone sono qui per divertirsi, per celebrare tutto ciò che riguarda le moto e tutte le cose meravigliose che le accompagnano.
Per la crew Deus di quest’anno, è stato il nostro primo DITD: in ritardo alla festa, sì, ma meglio tardi che mai. Con noi c’erano tre generazioni di amici e piloti. Kelana, il grom del viaggio a 11 anni, Forrest, Micah, Todd, Madchook e Carlin a formare il gruppo di mezzo, e Todd Cram Sr. e “Grandpa Tippy” Brandon Tipton a tenere alto l’onore della crew 35+, insieme a un sacco di altri. Le gare sono state combattute, con schieramenti pieni di leggende dello sport e anche di leggende delle bravate notturne al campeggio della sera prima. Alcuni più in hangover di altri.
Non è tutto una questione di vincere, ma di certo non si tratta di perdere! Abbiamo dato tutti il massimo e siamo riusciti a portarci a casa qualche trofeo. Il team Deus A ha conquistato la vittoria nella gara a squadre Bossa Nova, Kelana si è portato a casa la classe The 65cc GP, Forrest due terzi posti nelle classi 2 stroke e Pro/Am GP, Micah è diventato campione del mondo XR100, Madchook e Carlin Dunne sono saliti sul podio nelle rispettive classi e Todd ha vinto nella classe vintage in sella alla sua YZ250 del ’78.
Alla fine di ogni giornata tutti restano intorno al falò a scambiarsi storie di gara e a vantarsi con gli amici. Si scherza e ci si provoca sulla gara del giorno dopo e su chi avrebbe vinto cosa. Sono questi i momenti per cui viviamo: celebrare le moto e le persone che ne fanno parte. Divertirsi e godersi tutto. Solo un altro Day in the Dirt.
Un ringraziamento speciale a Motocutz per aver collaborato con noi e aver fornito a tutti i nostri rider le grafiche Deus.
E naturalmente un enorme grazie a Fast House e Redbull per aver organizzato un evento così bello.
Immagini di Monti Smith
Testo di Forrest Minchinton






























































































