Deus Nine Foot and Single 2016 – Un finale davvero grandioso

Deus Nine Foot and Single 2016 – A Finale so Grand
L’ultimo giorno del Deus Nine Foot & Single è arrivato in fretta, ma l’energia dei surfer non è calata di un colpo. I generosi freesurfer locali hanno liberato la lineup di Canggu Right alle 7 in punto e la competizione del 2016 Under Nine Foot & Single ha preso il via. Mettendo in risalto tavole single-fin di formato più contenuto, era un evento shortboard con anima e stile. Le tavole andavano da misure vicine ai sei piedi fino alle mid-length, con gli unici requisiti di una sola pinna e niente leash – e i surfer si sono scatenati in più di un senso Le condizioni erano impeccabili, anche se con onde un filo più piccole rispetto ai giorni precedenti, e le pareti ampie e glassy regalavano tanti tracking turn e cutback ampi. Ma qualcuno ha comunque trovato ombra, infilarsi nei cavi stretti del lip che si arricciava. Tra una miriade di momenti da ricordare, Honolua Blomfield ha di nuovo superato il divario tra generi e ha mostrato ai ragazzi come si fa a casa sua, alle Hawaii. Con stile su una McTavish Bluebird presa in prestito, shapeata al Deus Temple of Enthusiasm da Bob in persona, ha dato filo da torcere ai suoi avversari uomini e si è presa anche qualche barrel, mancando il passaggio del turno per un soffio. Gli spettatori hanno affollato la spiaggia, contendendosi le zone d’ombra dal sole che iniziava a scaldare. Il Deus Bar & Grill si è riacceso per colazioni, snack, caffè e birre fresche, e alle 10 del mattino le prime birre erano già state stappate e scendevano che era un piacere. Sceso dalla sua casa giavanese di Batu Karas, Deni Blackboys ha festeggiato il compleanno con stile. Conosciuto per il longboard, in realtà è cresciuto sugli shortboard, e il suo ritorno alle tavole più corte ha mostrato la sua abilità e il suo eccezionale talento a tutto tondo. I pezzi grossi, Luke Flanders, Tom Bexon e Josh Constable, sono stati incrollabili, surfando con potenza attraverso le sezioni e restando in piedi in modo quasi impossibile durante manovre dinamiche nella sezione finale. Lewie Dunn di Newcastle, che conosce bene le onde indonesiane, ha surfato con fluidità, spazzando dal bottom per superare le sezioni e tracciare linee lunghe fino alla spiaggia, ma molti non sono stati altrettanto fortunati. Melvin, il board caddy kiwi ospite del festival, ha fatto gli straordinari, recuperando tavole lungo tutta la spiaggia per chi si staccava fuori e si ritrovava davanti una lunga nuotata di rientro. Ma niente poteva fermarli e, non appena riavevano la tavola tra le mani, remavano di nuovo verso il lineup, desiderosi tanto di godersi onde perfette con solo una manciata di amici in acqua quanto di mettere altri punti sul tabellone. Il surfer giapponese Yuta Sezutsu ha mostrato ancora una volta il suo stile fluido: un atleta incredibilmente morbido su ogni tavola e in qualsiasi condizione. Ma sono state le star della première di ieri sera di ‘South to Sian’ a farsi strada fino alle finali, ed è stato uno scontro epico. Matt Cuddihy, Jared Mell, Zye Norris e Harrison Roach – quattro surfer che sono una garanzia di spettacolo. Tutti esperti sia sul lungo sia sul corto, il quartetto ha scardinato la porta, infondendo a uno stile di surf più tradizionale un dinamismo assolutamente contemporaneo. Mell ha lasciato le sue buffonate sulla spiaggia, ma non è stato meno divertente: i suoi bottom turn in soul-arch richiamavano i tempi in cui tutto ebbe inizio. Matt e Zye hanno mostrato stile e tecnica impeccabili, affrontando drop ripidi e accelerando nelle sezioni per esplodere sul close-out finale. Matt è scomparso per un po’, inghiottito dall’oceano, ma è riemerso da un barrel urlante tra il boato della spiaggia. Questo era single fin surfing a un altro livello. Harrison è stato semplicemente sublime: il posizionamento perfetto gli ha regalato molti dei set. Costantemente intubato – persino due volte sulla stessa onda – tra floater e qualche manovra aerea, è facile capire perché sia finalista e campione in carica della divisione. A giudicare dalla reazione della spiaggia piena di spettatori, il risultato finale era un pareggio a quattro, ma qualcuno doveva pur vincere; quel piccolo dettaglio, però, avrebbe dovuto aspettare la premiazione e la festa di chiusura di questa sera. Per maggiori informazioni sul Deus Nine Foot & Single, visita il sito: deuscustoms.com/9ftandsingle Foto: @kelibow @gianggowphoto @benosbornephoto @ol_sin @sashafr0mrussia