Chi si impegna, va fino in fondo

In for a penny, In for a pound
Ultimamente più di un paio di forestieri sono passati dalle nostre porte. La stagione secca porta swell, e lo swell porta loro. La maggior parte lascia il segno, anche se, come spesso succede nella vita, qualcuno un po’ più degli altri. Giusto per capirci: non ci stiamo certo infilando nel pantano dei “mi piace e non mi piace”. No, signore. È solo che alcuni hanno quella strana cosa, quella che a noi piace chiamare armonia. Un paio di armonizzatori di cui abbiamo già cantato le lodi sono i nostri fratelli di Noosa, Thomas “Doc” Bexon e Jake “Swatch” Bowery. Avete sentito la storia di quando sono venuti a Bali per il Deus 9′ & Single Log Fest. Vi abbiamo raccontato del double ender da 9 piedi con quella bella tinta matura che hanno disegnato per il nostro break di casa, il “Tugu”, e in passato abbiamo celebrato a lungo i loro viaggi, che di solito culminano in quella specie di sacra triade fatta dalla loro capacità di camminare sull’acqua, dalla loro umiltà e dalla loro impareggiabile abilità nel bere birra. Compagni di scorribande. Il tipo barbuto venuto dal bush, prima che la vita si sradicasse e si spostasse sulla Sunshine Coast; aveva più o meno dieci anni all’epoca. Il destino ha chiuso l’accordo con il mare e da allora sono amici. Poi c’è il ragazzo inglese, riservato, che ha imparato a shapeare e laminare tavole sul lato della casa dei suoi genitori, nel North Devon. Aspettava la domenica per fare longboard mentre i suoi erano fuori. La sua tettoia artigianale e malmessa non era abbastanza lunga da accogliere i blank oversize senza lasciare la porta aperta, e l’odore che ne seguiva non era affatto gradito ai genitori. Poi abbiamo avuto un’epifania. Che, in fondo, significa più o meno che ci è caduta la proverbiale monetina. Forse ci eravamo soffermati un po’ troppo sul “pastore” e poco sulle “pecore”. Degli uomini, ormai, abbiamo parlato a fondo, soprattutto se ci aggiungete il preambolo qui sopra: rimaneva spazio per parlare di ciò che avevano fatto. La loro eredità, se vogliamo. E noi pensiamo proprio che lo sia. Vedete, non stiamo parlando di gente con un solo numero in repertorio. Il loro repertorio è ampio, vario e si allarga di giorno in giorno. In quest’ultima visita avevano decisamente un piede ben piantato nel loro passato, mentre l’altro batteva il tempo nella terra delle possibilità. Un flusso di lavoro prodigioso ha prodotto, in quelle poche settimane, un totale di 18 opere d’arte. Pensate a tessuti intarsiati, tinte pigmentate, tutto nella perfezione del fatto a mano. C’erano i classici dei ragazzi, provati e riprovati. Due piccole “Le Nard”, le loro pocket rocket ispirate alle Mini-Simmons. Twin keel laminate proprio davanti a una bella coda quadrata mozzata. Una “Espresso”, una tavoletta vischiosa, veloce, scattante e molto reattiva, il loro invito a tirare fuori lo shortboarder che è in voi. Un paio di “Mini Bonzer” con una bella dose di ispirazione Campbell Bros che scorre dentro. Questi setup 2+1 widow maker regalano secchiate di drive, guarnite con un sacco di tenuta. Poi c’è un’intera ondata di “Hullabaloo”. Piccoli diavoli eleganti e scivolosi che qualcuno, più poetico di noi, ha definito “Glide-tastic”. Il preside della scuola del “feel” nel surf. Un mondo di glide su un oceano di velocità. Dulcis in fundo, arriviamo a un piccolo pezzo da think tank, così nuovo che è ancora senza nome. Per ora lo chiamiamo “Mini Log”. Un momento, una conversazione al volo tra i ragazzi e Spencer di Deus LA. In cui lui si è lasciato andare al lamento che nessuno dei modelli attuali rispondeva alla passione della costa californiana per qualcosa di un po’ più piccolo. Una tavola da tutti i giorni, surfabile dal piccolo al bello grosso. Point break. Questioni di code e concavi. Andature e rocker. Venti e linee. Quello che era iniziato su tovagliolini da birra è passato alla schiuma nel giro di pochi giorni. Servivano risposte per tutto, perfino per il colore. Un desiderio quasi campanilista di pigmenti pieni, meno appariscenti, decisamente più sottili, ha spinto i ragazzi a rifinire e definire, regalandoci il primo sguardo a qualcosa di davvero meraviglioso. Ma basta con queste chiacchiere. Date un’occhiata qui sotto e cercate di non sbavare sulla tastiera. La cosa migliore di tutte queste tavole è che sono in vendita proprio ora. Se siete in cerca, saltate in sella e puntate al negozio Deus più vicino. Tavole che trovate da Deus Bali Hullabaloo 7’9/ colore giallo senape, Box Fin Hullabaloo 7’9/ giallo senape & tessuto batik, Box Fin Hullabaloo 7’2/ azzurro chiaro, Box Fin Hullabaloo 7’2/ colore tugu, Box Fin Le Nard 5’2/ deck in tessuto, Glassed on Keels Le Nard 5’10/ deck tinta unita, Glassed on Keels Old Faithful – Log 9’8/ verde scuro, Box Fin Tavole realizzate per Deus US Mini Log 8’7/ marrone scuro, Box Fin Mini Log 8’9/ blu scuro, Box Fin Mini Log 8’11/ azzurro chiaro, Box Fin Espresso 5’8/ giallo senape, plug sistema FCS 5 pinne. Mini Bonzer 5’10/ tessuto batik rosso. Center Box + pinne laterali laminate. Mini Bonzer 5’8/ tessuto batik giallo senape. Center Box + pinne laterali laminate.