'Pulp Friction' - una nuova mostra di Harry Holiday

Harry Holiday
Harry “the Hat” Holiday conosce bene Bali e il Deus Temple of Enthusiasm, tappa abituale per questo gitano del mondo. La surf art stilizzata di Harry, con le sue qualità eteree e le influenze intrise di surf, è amata in tutto il mondo: ovunque lo porti il passaporto, la sua valigia da viaggio malconcia si apre e ne trabocca un arcobaleno di stampe vivaci. Festival di surf, mercati di comunità o un marciapiede polveroso dove spesso lo conducono i suoi passi: la sua è una personalità artistica senza pretese, non vincolata dalle costrizioni formali delle pareti di una galleria o dei raduni d’élite. Harry è cresciuto a San Diego, segnato in modo indelebile dalla ricca comunità surf e dalle influenze della madre artista. Le sue passioni ruotavano attorno alla sabbia dorata, dentro e fuori dall’acqua; il surf, le persone e lo stile di vita erano le sue fonti d’ispirazione. I primi scarabocchi sul tavolo della cucina rivelarono un talento naturale, “la prima cosa in cui fossi bravo”, afferma con umiltà. Crescendo, l’arte è stata la sua via di fuga, così come il surf, e le due cose si sono fuse, dando vita a uno stile inconfondibile in un’epoca in cui di surf art si sentiva parlare ben poco. Incontrò Andy Davis, oggi noto a livello internazionale come artista acquatico, quando Andy lanciò la sua azienda surf, Free. I due svilupparono un rapporto simbiotico: Andy creava una linea di abbigliamento surf e Harry forniva le opere che vi campeggiavano sopra. Ma quando la sostenibilità di Free’s iniziò a vacillare e i soldi si esaurirono, Andy – che aveva già iniziato a sperimentare con le proprie opere – chiese lezioni a Harry, e così nacque il futuro di Andy come artista del surf. Ma questa è un’altra storia, per un’altra volta… Harry prese la sua strada, incontrando la prima famiglia del surf moderno, i fratelli Malloy, ed esponendo ai loro Moonshine Festivals e Happenings. Le commissioni iniziarono ad arrivare, e ben presto il lavoro di Harry comparve sui poster di eventi, dal Grinding Barnacles in Portogallo al Roxy Jam di Quiksilver. Negli anni successivi, il passaporto di Harry si consumò parecchio, proprio come la valigia piena di stampe che lo accompagnava ovunque lo portasse il biglietto aereo successivo: attraverso America, Europa, Asia e Australia. Diversificando il suo repertorio, adottò un nuovo soprannome, Harry the Hat, allontanandosi dal genere ormai sempre più commerciale della surf art per avvicinarsi ai libri e alle immagini per bambini, ispirato dal surrealismo del Dr. Seuss: arte per l’arte, non come esercizio commerciale. Ma i suoi semplici disegni al tratto, con le loro velature sognanti ad acquerello, non persero mai il loro fascino, e la sua fama soprattutto come artista del surf rimase intatta. Le mostre andavano e venivano, il suo riconoscimento resisteva e, ancora oggi, la maggior parte del suo tempo è dedicata a ciò che ama: vendere le sue stampe dalla vecchia valigia consumata, incontrare persone, immergersi nel mondo culturale del surf e condividere le rappresentazioni visive delle sue esperienze oceaniche. Harry Holiday si unisce ancora una volta a Deus ex Machina come artista in evidenza del Deus Nine Foot & Single 2016, e la sua mostra, ospitata alla Deus Gallery di Canggu, svelerà un altro aspetto del suo lavoro. Accanto alle sue amatissime stampe e alle opere a china e acquerello, troveranno spazio lavori mixed media, installazioni e una mostra par difference, intitolata Pulp Friction, espressione del Deus Nine Foot & Single e della creatività e cultura che incarna. Pulp Friction inaugura venerdì 27th maggio alla Deus Gallery di Canggu, come uno degli elementi del Deus Nine Foot & Single: quattro giorni di celebrazione di passioni acquatiche, arte, musica e logging.