Alla fine di una strada lunga e polverosa, attraverso i paesaggi aridi del Marocco, si trova Agadir – un avamposto di pescatori per famiglie che non hanno conosciuto altro luogo, e meta delle onde fredde e lontane dell’Oceano Atlantico.
Le onde avanzano verso est per migliaia di miglia, prendendo forza e forma, finché esplodono, perfettamente ordinate e completamente intatte, sotto le imponenti scogliere della costa marocchina. È in questa terra straniera che Harrison Roach ha portato una selezione di tavole da surf e una troupe cinematografica, per raccogliere i frutti dei lunghi viaggi e delle esplorazioni lontane.
Presentato da Surf Stitch e Deus ex Machina, The Last Flight to Agadir si spinge sulle coste solitarie del Nord Africa per sfidare l’oceano, l’attrezzatura e lo spirito umano in modo spettacolare. Con linee d’acqua di dieci piedi che avanzano verso la costa, Harrison si avventura da solo nell’acqua fredda per cavalcare il risultato di una mareggiata che aveva seguito attraverso i mari.
Girato e diretto da Andrew Gough, con Harrison Roach, The Last Flight to Agadir è il culmine di sfide superate e dell’esperienza che le ha rese tutte degne di essere vissute.
#LastFlightToAgadir
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In mostra c’era un mix di classiche degli anni ’60, ’70, ’80, ’90 e dei primi 2000, incluse rarità come una Toyota Stout 1900, una Datsun 280z e un’adorabile Nissan Pao.
Foto di Jeremy Knies.