Siamo rintanati nel bunker da un paio di mesi ormai, mentre la pioggia continua a scorrerci addosso. E a volte quelle quattro mura strette fanno sembrare il tempo molto più lungo.
La pioggia ci serve. Dà alla splendida isola di Bali l’acqua di cui ha tanto bisogno per le sue coltivazioni di riso e frutta, ma allo stesso tempo ci ha tolto la possibilità di uscire e sgranchirci un po’. Sai, mente e corpo.
Così, quando il contadino della porta accanto ha raccolto il suo raccolto, lasciando scoperto un fango fino all’orlo, e il cielo si è aperto per un momento, ovviamente abbiamo iniziato a stiracchiarci. Una cosa ha tirato l’altra, con qualche sfida lanciata qua e là. Con grande sorpresa di molti di noi, David, il nostro nuovo videomaker, ha detto: certo, perché no. Bisogna voler bene ai nuovi arrivati.
Non è certo Travis Pastrana. Ma ci ha dato a tutti l’occasione di uscire e farci una bella risata. Mentre aspettavamo che si preparasse e si mettesse in posizione, la domanda non detta tra il gruppo non era tanto quanto lontano sarebbe arrivato, quanto piuttosto: sarebbe atterrato bene o il tutto sarebbe finito giù, piantandosi saldamente in quella palude poco rassicurante e facendolo volare a capriole, testa sopra i tacchi, dritto nella sua personale esperienza di bagno di fango balinese?
L’unico modo per scoprirlo è guardare la clip da 40 secondi.
Quel giorno abbiamo imparato una cosa importante… Quello che un uomo riesce a ficcare dentro, a volte, richiede almeno sei persone per tirarlo fuori.