Alla fine ci siamo ritrovati con sedici partenti pronti a gareggiare. In realtà, “concorrenti” è troppo ordinario per descrivere chi si è iscritto: “combattenti” è molto più adatto.
Quelle che la scorsa settimana erano tempeste nell’Australia Occidentale hanno ribollito e viaggiato per un paio di migliaia di chilometri fino a diventare la mareggiata di oggi a Bali, che stava divorando a morsi poderosi la linea di costa. Anche un paio dei nostri valorosi guerrieri si sono presi una bella batosta, rischiando la pelle per entrare, salire e scendere da queste creature d’alto mare. Avremo anche riso parecchio, ma tutti gli spettatori, nessuno escluso, provavano solo ammirazione, forse condita generosamente da incredulità e dal sospetto di follia verso chi aveva scelto di entrare in quelle acque vorticose e ribollenti. Riuscite a immaginare una giostra contro un muro di mattoni? Ecco, oggi là fuori era un po’ così: uno dopo l’altro, i nostri siluri umani volavano in aria aspettandosi di trovare un’acqua morbida e invitante, per poi scoprirla dura come il cemento. Bisogna buttarsi nel pieno dell’azione tre volte per arrivare in finale. Se questo non è dedicarsi fino allo sfinimento. Gli ultimi quattro erano: Jack MacRae con il cappellino rosso, Keoki Saguibo in bianco. Zye Norris aveva puntato sul giallo per tutto il tempo e Cian era in blu. L’ordine finale ora è nelle mani dei giudici, che terranno tutto segreto fino alle premiazioni di domenica sera. La gente è tornata a casa a tamponare le ferite con il mercurocromo e a far riposare dolori e acciacchi, prima di risalire più tardi al Deus Temple per sprofondare nei pouf e automedicarsi con Bintang, Nusa Cana Rum e un assortimento di altre bevande, mentre guardiamo le ultime proposte video di Deus; ma della serata parleremo in un altro post. Ci vediamo tutti domani, di buon’ora. Immagini di Didit Prasetyoadiwibowo, Keli Bow, Giang GAW, James Bruce, Damea Dorsey, Sasha Golyanova



















































