Se il buongiorno si vede dal mattino, il Deus Swank Rally di quest’anno ne è stata la dimostrazione!
Il ritrovo era al Ciglione della Malpensa, storico impianto da cross & teatro delle più belle sfide tassellate degli ultimi 40 anni. C’erano 160 partecipanti pronti a mettersi alla prova su quei saliscendi da brividi che molti hanno visto solo passando di lì per andare in aeroporto.
C’erano Enduro moderne, moto da regolarità, gloriose maxienduro degli anni 80/90 che riportano alla mente i rally africani e bicilindriche super tecnologiche che oggi si guidano agilmente anche in fuoristrada. Ben rappresentata anche la quota femminile, con ragazze che sapevano davvero come domare una moto, insieme ai ragazzi del Deus Cafe che grigliavano hamburger e spillavano birre fin dal mattino. Il clima era perfetto e gli ingredienti per un grande Rally c’erano tutti!
Il Rally è diviso al via in tre categorie: Competitiva, suddivisa tra moto costruite prima e dopo il 2000, & Non Competitiva, dove i rider non devono pensare alle prove cronometrate e possono tenere gli occhiali ben puliti per godersi gli splendidi paesaggi lungo il percorso.
La notte prima del via ha piovuto, rendendo il terreno fangoso: tutto più complicato, ma anche più spettacolare! Il prologo consisteva in un giro di pista cronometrato, utile a stabilire l’ordine di partenza del primo giorno, e già solo assistere a quei giri ha regalato grandi scene: moto bloccate nel fango e derapate infinite, per citarne alcune. Ma alla fine della prima giornata tutti avevano il sorriso, nutrendo gengive a birra e orecchie con il DJ set degli AppleJacks ad accompagnare la serata.
Il secondo giorno si comincia a fare sul serio. Ci sono 250 km a separare Malpensa dall’imbarco del traghetto a Genova. In mezzo, una prova speciale cronometrata di 12 km, valida per la classifica competitiva. Abbiamo attraversato la zona che ci porta verso l’Appennino ligure, lungo gli argini del Ticino e del Po, passando tra le risaie della pianura padana: per lo più tratti di sterrati veloci e pianeggianti, un sogno per chi guida maxi enduro e twin.
Dall’attraversamento del Parco Naturale delle Capanne di Marcarolo alla vista del mare dai monti alle spalle di Genova. Abbiamo raggiunto una traccia tortuosa e ripida che ha messo in difficoltà parecchi rider. Una volta sulla nave, è tornata la festa, tanto che quando la nave è salpata le birre erano già partite con lei.
Il giorno seguente il sole è sorto sulla costa sarda. Per chi non ha mai guidato in Sardegna, il terreno è una goduria: sassi, sabbia, ghiaia e tagliafuoco sono solo alcuni dei tracciati incontrati dalle nostre moto. La speciale del giorno era un tratto di 28 km attraverso un paesaggio davvero suggestivo, dentro la foresta di Burgos, dove siamo passati tra ulivi secolari e tagliafuoco, con il percorso che alternava piste veloci a mulattiere ripide.
Siamo arrivati ad Arborea al tramonto, con un aggiornamento della classifica: davanti a tutti Bottu (Alessandro Botturi), seguito dal nostro rider Ottavio Missoni, primo nella categoria vintage. Il bello del Deus Swank Rally è che è aperto a tutti: tra i partecipanti, professionisti dakariani come Botturi e Picco, campioni del mondo come Alex Salvini, rider amatoriali e chi era al primo rally.
Il terzo giorno dello Swank Rally prevedeva un anello con partenza e arrivo ad Arborea. Questa volta un percorso più breve, “solo” 220 km, così i partecipanti hanno potuto godersi piscina e spiaggia alla fine. Lo scenario era splendido: strade che correvano accanto alle dune di Piscinas e alle spiagge di Buggerru e Bosa, oltre alla zona delle miniere abbandonate, con i suoi villaggi fantasma.
L’ultimo giorno è stato il più lungo (e polveroso) di tutti. Un viaggio di 330 km che ci ha portati al porto di Porto Torres, passando per la città di Alghero. Quel giorno la speciale era tutta su sabbia: sembrava un vero rally tra le dune, con ciuffi d’erba che ricordavano l’“herbe à chameaux”, croce e delizia per chi ha avuto la fortuna di correre in moto nel deserto. La sabbia ha messo a nudo i punti deboli di molti partecipanti; in quei 7 km abbiamo incontrato gente ferma a riposare e altri che andavano avanti e indietro senza capire in che direzione stessero andando!
Il percorso è proseguito su una bellissima strada panoramica costiera fino alla città di Alghero, dove i partecipanti sono arrivati giusto in tempo per il pranzo: il momento perfetto per godersi un banchetto a base di pesce, in puro stile Swank, impensabile in qualsiasi altro rally competitivo.
Ancora una volta, anche se non avevo dubbi, i nostri partecipanti hanno affrontato l’evento con lo spirito giusto: quello spirito “Swank Rally” in cui la passione per lo sport, l’amicizia, il divertimento e la voglia di dare tutto facendo ciò che si ama contano più della classifica o del risultato sportivo. Ed è per questo che siamo sicuri di rivedere alla Swank del prossimo anno molti dei partecipanti che hanno corso al nostro fianco quest’anno.
–––––––––––––––
Se il buongiorno si vede dal mattino, lo Swank Rally di quest’anno ne è stata la dimostrazione.
Il ritrovo è al Ciglione della Malpensa, storico impianto da cross teatro delle più belle sfide tassellate degli ultimi 40 anni, 160 partecipanti in attesa di mettersi alla prova su quei saliscendi che mettono soggezione e che molti di loro hanno visto solo passandoci davanti per andare a prendere un aereo.
Ci sono Enduro moderne, moto da regolarità, gloriose maxienduro degli anni 80/90 che riportano alla mente i rally africani e supertecnologiche bicilindriche che al giorno d’oggi si guidano agilmente anche in fuoristrada, e non possono mancare le quote rosa, ragazze che danno del gran gas, infine ci sono i ragazzi di Deus Cafe che già grigliano hamburger e spillano birre dalla mattina. Il clima è quello giusto e gli ingredienti ci sono tutti!
Tre le categorie al via, competitiva, divisa in moto costruite pre e post 2000, e non competitiva, dove non c’è da pensare al cronometro e ci si può godere gli splendidi paesaggi lungo il percorso.
La notte ha piovuto, quindi il terreno è fangoso, il che rende tutto più complicato, ma anche scenografico! Il prologo consiste in un giro di pista cronometrato che serve per stilare l’ordine di partenza del giorno uno e già se ne vedono delle belle: moto bloccate nel fango e scivolate indolore, ma a fine giornata tutti con il sorriso sulla faccia a sorseggiare una birra con il dj set degli AppleJacks ad accompagnare la serata.
Il giorno seguente si inizia a fare sul serio, ci sono 250km che ci separano tra Malpensa e l’imbarco navale di Genova. In mezzo una prova speciale cronometrata di 12km, valida per la classifica. Attraversiamo la zona che ci porta all’appennino ligure, costeggiando gli argini del Ticino e del Po, passando per le risaie della pianura padana, perlopiù tratti di sterrati veloci e pianeggianti, una libidine per chi guida maxienduro e twin, meno per chi sta dietro a prendersi “mitragliate” di ghiaia in faccia.
Il tratto di percorso è affascinante, con l’attraversamento del Parco Naturale delle capanne di Marcarolo, fino alla vista del mare dai monti dietro la città di Genova e con la prima vera prova speciale, così tortuosa e scoscesa da bloccare diversi partecipanti.
Arrivati sulla nave è di nuovo una gran festa, tanto che a nave salpata abbiamo già esaurito tutta la birra disponibile ai bar di bordo…
Al risveglio vediamo la costa sarda già vicina, il clima è ideale e c’è un sole che ci accompagnerà per tutti e tre i giorni sull’isola (apprezzata novità di questa terza edizione).
I terreni sardi sono una goduria: sassi, sabbia, pietraie e tagliafuoco (lingue lunghissime di terra che aiutano a contenere gli incendi) sono solo alcuni dei terreni assaggiati dalle nostre moto.
La speciale di questo giorno misura 28km e attraversa un tratto davvero suggestivo, la foresta di Burgos, dove passiamo tra ulivi secolari e tagliafuoco e dove il percorso si alterna tra piste veloci e mulattiere piuttosto ripide.
Arriviamo ad Arborea con il tramonto e a fine giornata si scopre la classifica: Davanti a tutti il Bottu (Alessandro Botturi) seguito dal nostro cavallino Ottavio Missoni, primo in classifica della categoria vintage. La cosa bella dello Swank Rally è che il percorso è alla portata di tutti, tra i partecipanti ci sono amatori, professionisti dakariani come Botturi e Picco, campioni del mondo come Alex Salvini e anche neofiti del tassello.
Il terzo giorno di Swank Rally prevede un anello che comincia e finisce ad Arborea, questa volta un po’ più breve, “solo” 220km, così da poter riuscire a goderci la piscina e la spiaggia a giro terminato. I paesaggi sono splendidi: passiamo da strade che costeggiano le dune di Piscinas e le spiagge di Buggerru e Bosa con loro surfisti, oltre che dalla zona delle miniere abbandonate, attraverso villaggi fantasma. La speciale è breve, 13km, ma la differenza a fine giornata l’ha fatta chi ha navigato bene, perché molti hanno sbagliato a leggere le note perdendosi (in gergo rallistico “hanno pascolato”).
Arriviamo all’ultimo giorno di questo terzo Swank Rally, il più lungo (e polveroso) di tutti, 330km che ci portano all’imbarco di Porto Torres, passando attraverso la città di Alghero.
Questa giornata la prova speciale è totalmente su sabbia, pare un vero rally fra le dune, con montagnette di erba che ricordano la “herbe à chameaux”, croce e delizia di chi ha avuto modo di correre nel deserto in moto. La sabbia ha messo a nudo i punti deboli di molti partecipanti, in quei 7 km abbiamo incrociato gente ferma a riposare, altri fare avanti e indietro senza capire in che direzione stessero andando, ma il tutto molto divertente!
La traccia prosegue su una bellissima strada panoramica costiera che ci porta fino alla città di Alghero, dove arriviamo giusto all’ora di pranzo, momento perfetto per concedersi un pranzetto a base di pesce, in puro stile Swank, impensabile in un qualsiasi altro rally competitivo.
L’arrivo a Marina di Sorso a bordo spiaggia è una gran festa, la maggior parte di noi si concede uno striptease enduristico da stivali e protezioni varie, con conseguente bagno rinfrescante, ovviamente in mutande.
Anche quest’anno, ma non avevo dubbi, i partecipanti hanno interpretato l’evento con lo spirito giusto, quello spirito “Swank Rally” in cui la passione per questo sport, l’amicizia, la goliardia e la voglia di cimentarsi facendo insieme quello che più ci piace hanno prevalso su ogni genere di classifica e risultato sportivo ed è questo il motivo per cui siamo sicuri di rivedere il prossimo anno molti dei partecipanti che hanno corso l nostro fianco.
#swankrallyrallydisardegna
Parole: @ottaviomissoni
Foto: @bearoll e @fotograficasestriere