Ho sempre avuto un debole per le feste in spiaggia e ogni anno, quando il Moto Beach Classic arriva in città con qualche gara di moto vintage, 20.000 spettatori, i migliori piloti di supercross al mondo nel Red Bull Straight Rhythm, il tutto sulla sabbia della mia città, Huntington Beach, sapete già che mi infilo i pantaloni da festa più in fretta di una scoreggia nel vento.
Quest’anno è stato esattamente uguale agli anni passati, ma diverso. Una costante però c’era: Roland Sands, il domatore del circo motociclistico. Ancora una volta ha portato il suo circo itinerante, una schiera di fenomeni e freak su due ruote che girano il Paese saltando, impennando, derapando e schiantandosi per il pubblico. La novità assoluta di quest’anno era l’evento Straight Rhythm. Una pista da supercross distesa in linea retta. Niente curve né tornanti. Solo salti, whoops e sezioni ritmiche, per un totale di oltre 1 km di una specie di drag race. Gare testa a testa, con eliminazione a tabellone, dove i migliori piloti di supercross del mondo si sfidano e solo uno viene incoronato re!
Ora, per quanto ci sarebbe piaciuto provarci… sorseggiare bevande ghiacciate a bordo pista si è piazzata subito al secondo posto tra le opzioni. Naturalmente Roland Sands ci ha chiamati a unirci al circo e a portare fuori i nostri migliori motocrosser vintage a due ruote per girare a sinistra e correre in tondo nell’evento flat track del Moto Beach Classic, battezzato la classe Deus “Vintage Air Cooled”. Ciaran, Naran e io, da brave scimmie da circo quali siamo, abbiamo recuperato un paio di CZ anni ’70 di Lapaglia Racing: una 250cc & una 400cc. Un enorme grazie a Bike Mike Lapaglia! Abbiamo affrontato il “grande viaggio” di 1 km da casa nostra alla pista. Accidenti, vorrei che un tragitto così breve fosse sempre la norma…
Il programma gare al Moto Beach è rilassato e le corse ancora di più. Il pubblico ama un bel sorpasso, una sportellata, e a chi non piace vedere una caduta ogni tanto? Dopo esserci persi le iscrizioni del mattino, Ciaran e io ci siamo presentati alla linea di partenza e ci siamo infilati dove c’era spazio. Qualche batteria dopo, tra gare un po’ al limite, pubblico urlante, è arrivata la finale. Ciaran è scattato davanti alla prima curva, con una sola persona tra noi, lasciandomi in 3ª posizione. Sei giri più tardi e dopo più di una dozzina di momenti “ohh merda” per il tipo davanti a me, che stava dando tutto come se la sua vita dipendesse da quella gara, è stato Ciaran a prendere la bandiera a scacchi!
La wrecking crew Deus è rimasta con la gomma a terra e, miracolosamente, per una volta non ha rotto nessuna moto.
Foto di @johnryanhebert & @martyrobertson
Video di @cody_pokorny
#deuscustoms