Bali Flat Trackers - 5 moto per 5 fratelli

Cinque Kawasaki KLX 150 Flat Tracker custom, ognuna a rappresentare uno dei Paesi in cui abbiamo un Flagship store: Australia, Italia, Stati Uniti, Giappone e, naturalmente, qui in Indonesia. Le abbiamo costruite per il Deus SlidetoberFest e, a dirla tutta, soprattutto per gareggiare tra di noi. Il pubblico, beh lo sapete, era più che altro un optional. Slidetober è il momento in cui i nostri fratelli dagli altri Paesi vengono a Bali, e chi mai si tirerebbe indietro davanti a un po’ di rivalità tra fratelli?

Soprattutto quando ci sono di mezzo le moto. Abbiamo comprato cinque moto nuove di zecca e, prima ancora che una qualsiasi di loro segnasse un solo chilometro sul contachilometri, le avevamo già portate di corsa al Bengkel e le build erano iniziate. Ma, come tutti sanno, per costruire bisogna prima smontare. Il processo comincia mettendo da parte tutti i pezzi superflui. Da cinque moto ci siamo ritrovati con una montagna di plastica in un angolo, che è ancora lì oggi. Le moto sono state ridotte ai loro componenti di base; solo allora era il momento di invertire il processo. Per queste build siamo andati sull’analogico. Siamo partiti dai profili su cartone, ritagliati per creare le dime. Poi li abbiamo affinati con qualche sforbiciata e tagli precisi, finché tutto non combaciava e funzionava. Fissati in posizione e tenuti a mano, continuando a rifinire la silhouette, lentamente la fenice interiore ha iniziato a risorgere. Una volta definite le forme, siamo passati alla lamiera. È così cominciato l’arduo lavoro di battere a mano cinque set di serbatoi, piastre laterali, piastre anteriori, codini e selle.

È qui che Arwin, Koko e gli altri ragazzi del Bengkel fanno la loro magia. Se confrontati con l’Occidente, i loro strumenti di fabbricazione potrebbero sembrare, nel migliore dei casi, essenziali: un martello e un enorme blocco di ferro. A chi serve una ruota inglese, soprattutto quando nessuno sa usarla? L’inclinazione enduro doveva essere riportata indietro. Livellare anteriore e posteriore con cerchi MTR da diciotto, calzati con pneumatici Swallow, ha fatto fare un bel passo avanti proprio in quella direzione. I manubri Hurricane larghi custom dal Giappone, con manopole Scott, davano tutta la leva necessaria per piantare la gomma anteriore a destra e divertirsi di brutto in derapata. Gli scarichi a cono rovesciato sono stati montati belli alti per tenere asciutto l’interno.

Gli ultimi dettagli sono stati mantenuti identici su tutte e cinque, così da partire alla pari quando sono scese in pista all’Inaugural Deus Flat Track Event; abbiamo quindi deciso di vestirle tutte in modo appena un po’ diverso. Cinque sedi in cinque Paesi diversi ci hanno ispirato le colorazioni. Le verniciature erano più un cenno d’intesa che qualcosa di urlato in faccia. Sapevamo che la cilindrata delle nostre KLX 150cc andava controcorrente rispetto alle moto che corrono nel resto del mondo, ma, del resto, lo era anche la nostra pista. E non dimentichiamolo: le KLX sono toste, agili e, quando spalanchi, ti regalano una bella fascia di potenza a piene mani. Forse non sono quelle che useresti sul tuo flat track, ma per noi erano esattamente quello che ci voleva. Puoi vedere un post sulla build‚ QUI e seguire la giornata di gare QUI