BRONCO al Roc D'Azur

BRONCO at Roc D'Azur
In termini di pubblico, Roc d 'Azur è uno dei più grandi eventi MTB d’Europa e quest’anno ha raggiunto la sua 34ª edizione. Durante tutto il weekend, 14.000 ciclisti hanno preso parte alle varie specialità, dal Cross Country alla Cross Country Marathon fino al Gravel (per chi segue questa nuova tendenza), poi Tandem e, per la prima volta, la categoria Electric-bike. Considerando che nell’area espositiva del villaggio abbiamo anche creato piste speciali per gli amanti di Trial e BMX, possiamo dire senza esitazione che ce n’era per tutti. E se proprio non trovavi nulla che facesse per te, potevi tranquillamente passare una giornata pigra a prendere il sole in spiaggia. Deus Cycleworks era presente in pista e in spiaggia per testare la nuova MTB Bronco in speciale acciaio Columbus. Il tracciato, lungo 57 km, prevedeva un dislivello di 1350 m ed è stato utilizzato per la gara di Cross Country (XC) che si è svolta la domenica. Il Bronco è stato accolto sulla linea di partenza a Fréjus con il maestrale in faccia e il sole allo zenit. Dopo un leggero ritardo sulla griglia di partenza, 500 persone in lotta per migliorare la propria posizione hanno sollevato un’enorme nuvola di polvere. Il trail si snoda, come un serpente, tra le colline di Fréjus, con tante salite, polvere, ghiaia e singletrack nei boschi che portano alla discesa impegnativa del Fournel, per poi sparire di nuovo tra le querce che conducono alla salita di Le Clapiers. I rider indossano maschere di sudore e terra, e il caldo mette a dura prova la resistenza fisica. Il pubblico è lì a fare il tifo, soprattutto sulle salite più ripide, dove i ciclisti si aprono letteralmente la strada tra folle urlanti che battono o soffiano in qualsiasi cosa faccia rumore per incitare i concorrenti. E sulle discese spettacolari è tutto un grande “Allez-Allez” e “Bravò” (con l’accento sulla “o”, come si pronuncia da queste parti). Qualcuno finisce a terra ed è costretto a proseguire a piedi, soprattutto sui tratti ripidi e scivolosi. Una persona scivola fuori pista e per lui, purtroppo, l’unica via d’uscita è l’ambulanza. Nel complesso è una gara dura: serve massima concentrazione per capire dove indirizzare al meglio le ruote, evitando ribaltamenti e scivolate. Spesso bisogna frenare, anche se a volte sembra che l’unico modo per superare gli ostacoli sia accelerare. La Bronco avanza senza paura, guidata con decisione da Enrico, e in poco più di due ore arriva sul tratto sabbioso di Haut Saint Aygulf, dove il percorso passa letteralmente tra case sulla spiaggia e ristoranti. È uno spettacolo unico fatto di appassionati, bambini che giocano sulla spiaggia e persone sedute a gustare un Plateau Royale o un piatto di moules accompagnato da un bicchiere di rosé. Capisco perché tutti vogliano prendere parte a questo evento. Il mare, le pinete, i boschi di querce, le colline che si tuffano nell’acqua, il sole che avvolge ogni cosa, la Costa Azzurra e, soprattutto, un mare di sportivi che condividono la stessa passione per lo sport e la MTB. Touché! Foto: Francesco Dolfo --------------------------------------------------------------------------------------- Roc d’ Azur è uno degli eventi MTB più grandi d’ Europa, come affluenza di persone, ed è giunto quest’anno alla 34a edizione. Per tutto il weekend 14000 ciclisti hanno preso parte alle diverse specialità che spaziavano dal Cross Country al Cross Country Marathon, al Gravel, per chi sostiene questo nuovo trend, e poi ancora i Tandem e, per la prima volta, anche la categoria Electric-bike. Tenendo conto che nell’area espositiva del villaggio erano state create apposite piste per gli amanti del Trial e delle BMX possiamo tranquillamente dire che c’era trippa per tutti. E se non ti piaceva la trippa potevi stare tranquillamente in spiaggia a prendere il sole. Deus Cycleworks era presente sul tracciato e sulla spiaggia, per testare la nuova mtb Bronco, in acciaio speciale Columbus, sul tracciato di 57 km con 1350 mt di dislivello della gara di Cross Country (XC) che si è disputata la Domenica. Sole a picco e mistral in faccia hanno accolto la Bronco sulla linea di partenza a Frejus, un po’ di attesa sulla griglia di partenza e poi un polverone generato da 500 persone che scalpitavano per guadagnar posizioni. Il percorso è un serpente che si snoda sulle colline attorno a Fréjus, pieno di saliscendi, polvere, pietraie, singletrack in mezzo al bosco e tratti che conducono all’impegnativa discesa del Fournel, per poi sparire di nuovo tra le querce che portano alla salita di Le Clapiers. I rider sono una maschera di sudore e terra, e il caldo mette a dura prova la resistenza fisica. Il pubblico è numeroso, specialmente sulle ripide salite dove i ciclisti devono letteralmente passare attraverso la folla urlante, che sbatte qualsiasi cosa pur di fare rumore e incitare i concorrenti. E sulle discese spettacolari non è da meno: è tutto un fischiare, un “Allez-Allez” e “Bravo” con l’accento sulla o, come si usa da queste parti. Alcuni demordono e sono costretti a proseguire a piedi, specialmente nelle discese ripide e scivolose; uno finisce a terra e per lui, ahimè, non c’è altro modo di continuare se non in ambulanza. In fin dei conti stiamo parlando di una gara difficile, in cui bisogna valutare bene ogni passaggio, osservare con attenzione dove mettere le ruote per evitare ribaltoni e scivolate; bisogna frenare quando serve, anche se accelerare a volte è l’unico modo per superare indenni gli ostacoli. La Bronco avanza senza paura, merito di Enrico che la guida con grinta, e in poco più di due ore arriva sul tratto sabbioso dell'Haut Saint Aygulf, dove il percorso passa letteralmente in mezzo alle case e ai ristoranti sulla spiaggia: uno spettacolo unico nel suo genere, fatto di tifosi, bambini che giocano sulla sabbia, gente seduta a mangiare un plateau di frutti di mare o un piatto di cozze con un bicchiere di rosé della tenuta. Capisco perché tutti vogliono partecipare a questa manifestazione. Il mare, le pinete, i boschi di querce, le colline che finiscono nell’acqua, il sole che rende tutto più piacevole, la Costa Azzurra e, soprattutto, un mare di sportivi che condivide la stessa passione per lo sport e per la MTB. Touché! Foto: Francesco Dolfo