Dalla tana del Woolie's Workshop all'Emporium of Postmodern Activities di Venice, California, arriva la 750 Dreamliner: una tigre seducente con un morso deciso. Abbandonato il traliccio Ducati, la spinta arriva da un motore Monster 750 a due valvole completamente ricostruito, incastonato alla perfezione in un telaio in cromo-molibdeno leggero e compatto. Gli scarichi Cone Engineering annunciano l'opera vocale tutt'altro che discreta di note profonde che escono da entrambi i lati della Dreamliner, in modo simile alle Ducati Imola da corsa degli anni '70. In attesa di una bella manata di gas c'è un assetato set di carburatori racing Keihin FCR con filtri aria K&N. La Dreamliner monta Michelin Pilots su ruote a raggi tubeless da 17 pollici, con dischi full-floating Kosman Specialties stretti da componenti freno Brembo. Le sospensioni sono affidate a forcelle Ohlins ritarate da Ed Sorbo di Lindemann Engineering e regolate sul peso del proprietario, mentre l'ammortizzatore posteriore è stato realizzato da Jim Wood di RaceTech. Semimanubri LSL, pedane arretrate e specchio Rizoma sono sulla moto grazie all'aiuto di James Eiland di Rizoma USA. Serbatoio, parafango e codino sella sono fatti a mano in alluminio, con cuciture double tuck su pelle Kushitani impermeabile per l'imbottitura della sella. La geometria di questa moto è molto simile a quella della Ducati 916RS, con angolo di sterzo al 24%, interasse da 56" e angoli del forcellone completamente regolabili, per una guida precisa e una risposta decisa agli input. Questa è la prima Deus Custom costruita da zero dal Woolie's Workshop a utilizzare un motore italiano. Come direbbero gli italiani: "Mamma mia, che polpetta piccante!" 














