Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui sente il bisogno di passare un po’ di tempo nel suo capanno. Lo scorso weekend Rod ci ha invitati a passare un po’ di tempo nel suo. Quando ce ne hanno parlato, ci aspettavamo un capanno da giardino arrugginito e pieno di polvere, con magari una o due auto classiche intrappolate sotto una pila di vecchie scatole. All’arrivo abbiamo capito in fretta che non era così: ad accoglierci c’era il bagliore accecante prodotto da un rarissimo Airstream Excella piazzato sul prato davanti a casa. Una volta dentro, le mascelle hanno iniziato a cadere. Non solo non c’era un granello di polvere in vista, ma invece di un paio di auto classiche questo capanno (scusate, piccolo magazzino) era pieno di quelle che sono probabilmente alcune delle classiche più pulite e meglio tenute che la maggior parte delle persone potrà mai vedere. Dalla Corvette del ’57 alla Ferrari 330 GT, dalla Shelby Mustang alla Jag D-Type. Tra vernici brillanti, decalcomanie e odore di benzina, è diventato chiaro che non si trattava di un garage qualunque, ma di una vera e propria officina. Rod ci ha spiegato che questi magnifici esemplari non erano solo dei bei fermacarte, ma vere auto in configurazione da gara, ospiti frequenti di Eastern Creek. Per quanto incredibili fossero questi motori, non riuscivamo a smettere di chiederci cosa ci fosse sotto uno dei teli. Il figlio di Rod, senza esitazione, ha tirato via la copertura rivelando la Corvette Sting Ray più cattiva e pompata di steroidi che abbia vinto numerosi trofei nella sua categoria. Dopo aver rischiato di farcela addosso, la giornata si è conclusa girando sui suoi trail, seguiti da un enorme e meritatissimo BBQ. 










































