SNOW QUAKE

È una mite domenica di maggio, nel cuore di Milano. Il Deus Portal of Possibilities è pieno di proprietari, preparatori e appassionati per il Deus Bike Build-Off 2015. In qualità di editor di Sideburn magazine, mi è stato chiesto di essere uno dei giudici del 2015.

In una breve pausa del programma, Alessandro Rossi di Deus si sporge verso di me e mi chiede: “Potremmo fare un Dirt Quake in Italia?” Faccio una smorfia. Poi rispondo: perché non organizziamo qualcosa di diverso? Perché non, ci penso un attimo, Snow Quake?

Nei mesi successivi Alessandro smuove mari e monti. Il padrino del flat track europeo e fondatore della scuola di flat track Di Traverso, Marco Belli, lavora con Luca e Giulio di Deus Milano e del Deus Café per trovare una pista adatta, e Pirelli sale a bordo come sponsor.

Otto mesi dopo, sto lottando per infilare il cappotto di pelliccia sintetica di una vecchia signora sopra la mia giacca di pelle con protezioni, con le mani ancora tagliate e graffiate dopo aver sostituito le gomme da dirt track con pneumatici chiodati e affilati. Ci sono -8 gradi Celsius nel paddock improvvisato dell’autodromo Ice Rosa Ring, incastonato in una profonda valle italiana, circondata da cime frastagliate, tra cui il celebre Monte Rosa, la seconda montagna più alta delle Alpi.

Trenta piloti da tutta Europa stanno cercando di convincere le loro moto ad accendersi. Alcuni di quegli infernali motori a combustione interna obbediscono, la maggior parte trova un motivo per cui preferirebbe di no, almeno non adesso. Due ore dopo, una rara Borile arrivata dall’Inghilterra viene ancora presa a calci sul kickstarter. C’è una Harley WL di 65 anni fa portata in gara dallo stilista Nick Ashley, una MV Agusta 800 a iniezione e praticamente ogni due ruote possibile, dal Piaggio Ciao a una Honda chopper. A legare tutte queste macchine ci sono solo i chiodi e le viti negli pneumatici e quella vena d’avventura che attraversa i loro proprietari.

È chiaro che in pochi sanno davvero cosa stanno facendo, organizzatori della gara compresi, me incluso. L’esperienza nelle gare motociclistiche su ghiaccio in Europa è tutt’altro che diffusa. Snow Quake è un esperimento con piloti invitati: ce la inventeremo strada facendo.

C’erano piani vaghi per le classi, su quali moto e specifiche raggruppare insieme, poi anche quelli sono stati cestinati: gareggia contro chi vuoi. A nessuno importa davvero chi vince o perde. Chiediamo solo che non muoia nessuno. Per favore.

Come in ogni gara, ogni pilota sta combattendo la sua battaglia personale: alcuni con la scelta delle gomme e le curve dell’Ice Rosa Track, altri con un avversario davanti, o subito dietro.

Incredibilmente, due piloti, Mauro di Classic Co a Madrid, Spagna, e Marco Belli, hanno scelto di correre con Yamaha XJR1300. Mauro è sulla BBW di El Solitario che ha preparato lui stesso, Marco guida una quattro cilindri Deus con semimanubri e feroci chiodi Pirelli. Julian di Deus Venice è arrivato in volo dalla California, via Berlino, deciso a non perdersi l’evento. Ha guidato una rara Kenny Roberts Rotax, preparata e consegnata per la pista di ghiaccio da Geoff di Co-Built in Inghilterra. Con altri piloti arrivati da Francia, Svizzera, Corsica, Regno Unito e Germania, è stato un evento internazionale.

Le prove si prolungano più del normale per permettere a tutti di acclimatarsi, prima di tre turni di manche e una finale. L’atteggiamento un po’ improvvisato verso l’organizzazione si estende anche al conteggio dei giri. Si decide che i primi tre piloti di ogni manche prenderanno punti e potranno segnare la propria posizione su una lavagna. È il principio dell’onestà. Nessuno dirà di aver vinto se non è così. Funziona, almeno qui, con questo gruppo.

Dopo sei ore sul ghiaccio, è il momento della finale a 12 piloti. Il giovane flat tracker inglese George Pickering parte in pole, con Marco Belli, Filolocio su Triumph Bonneville e Giovanni Bussei, ex pilota WSB e World Supermoto e attuale rider del World Endurance, anche loro in prima fila. Anche David Borras di El Solitario raggiunge la finale sulla sua Triumph “Sal del Diablo”.

La gara di quattro giri si chiude con Pickering davanti a Bussei e a un eroico Belli. Il podio è scolpito nella neve, i trofei sembrano di ghiaccio. Poi inizia la vera gara: caricare i furgoni e affrontare le due ore di ritorno a Milano per la festa nel Deus Portal of Possibilities, nome quanto mai azzeccato, dove ci ritroviamo a sognare a occhi aperti ripensando a questa giornata indimenticabile.

Testi: Gary Inman, Sideburn Magazine

Foto: Marco Renieri

Video: Alessandro Somma

Drone: Simone Sperati