Quando il Direttore Internazionale di Deus Surf, fotografo pluripremiato e filmmaker per passione Dustin Humphrey, propose un’idea un po’ folle agli amici d’infanzia, surfisti e appassionati di moto Harrison Roach e Zye Norris, c’erano due cose che non riuscivano a realizzare: prima, la fortuna che li aveva messi davanti a un’occasione capace di cambiargli la vita e, seconda, l’enorme portata dell’odissea moderna che stavano per intraprendere. Ma senza pensarci due volte, diedero il loro convinto assenso. L’idea era di viaggiare via terra e via mare, in moto, in barca e sulla tavola, risalendo quasi tutta la lunghezza dell’arcipelago indonesiano e, con una scuderia di tavole, un paio di moto e l’essenziale caricato su una Land Rover malridotta, la loro missione South to Sian ebbe inizio…
Harrison Roach presenta una serie settimanale di dieci episodi sul blog, portandoci dietro le quinte di South To Sian di Deus ex Machina, diretto da Dustin Humphrey.
All’inizio del 2015, reduce dall’inaspettato successo del suo film appena uscito “I Had Too Much To Dream Last Night,” Dustin Humphrey, cofondatore e direttore di Deus ex Machina Indonesia, se ne stava a grattarsi la testa chiedendosi che diavolo sarebbe venuto dopo. Dopo settimane di riflessioni, approdò all’idea del grande road trip indonesiano. Con la mente accesa da mille idee, mise giù un piano: South to Sian.
Ricordo ancora quanto fosse contagioso il suo entusiasmo quando mi parlò per la prima volta dell’idea. Era la materia di cui erano fatti i miei sogni da bambino: un road trip che coprisse la distanza tra Nusa Tenggara Occidentale e Sumatra Settentrionale. È solo dopo aver passato del tempo a viaggiare qui che ti rendi conto del peso di un viaggio del genere. Le possibilità per il surf sono letteralmente infinite. Voglio dire, cavolo, anche se non avessimo surfato, sarebbe comunque sembrata l’avventura di una vita.
Dustin me la mise originariamente così: “Manderò te e Zye Norris in giro con un vecchio, grosso fuoristrada, due moto, tavole da surf nuove, un paio di tende e il mio team media per creare un nuovo film di viaggio.” Con la famiglia e il lavoro, non c’era alcuna possibilità che Dustin potesse venire, ma dopo aver viaggiato nell’arcipelago negli ultimi 15 anni aveva una buona idea di cosa avremmo incontrato. Ero sbalordito. Era un’opportunità pazzesca.
E così iniziarono i preparativi…
Il lavoro di falegnameria di Zye in Australia si interruppe di colpo quando prenotò i biglietti e volò a raggiungerci. Martello e chiodi sarebbero stati lì al suo ritorno, disse.
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In mostra c’era un mix di classiche degli anni ’60, ’70, ’80, ’90 e dei primi 2000, incluse rarità come una Toyota Stout 1900, una Datsun 280z e un’adorabile Nissan Pao.
Foto di Jeremy Knies.