Se avete mai avuto la fortuna di visitare questo angolo di Giava, saprete che non è la tipica scena surf indonesiana. Tanto per cominciare, qui ego e atteggiamenti competitivi pesano davvero poco. Non ci sono quei surfisti machi da stereotipo: è una vita meno complicata e, forse si potrebbe dire, persino meno sofisticata, se capite cosa intendo. Quello che trovate invece è un posto in cui sembra di aver fatto uno o due passi indietro nel tempo. Questa comunità surf si è nutrita delle persone che vivono qui. Possono essere surfisti cresciuti da queste parti, oppure persone che hanno trovato questo piccolo paradiso e hanno deciso di restare. Il gruppo che vive qui usa il surf e l’ambiente che lo circonda per alimentare il proprio lato creativo, in acqua e fuori: che si tratti di arte o musica, permea tutto ciò che fanno. Come pescatori, queste persone traggono la propria vita dall’oceano. Solo in modo meno evidente. Non sorprende che l’artista Andrew Wellman si sia sentito così in sintonia con questo angolo di mondo. È scivolato dentro questo luogo come scivola lungo le onde perfette che nascono al promontorio. È uno che non si lascia intrappolare dalle lusinghe della vita. Un oppositore del progresso, diventato sempre più disilluso dal mondo mentre avanza verso la sua casa a Canggu, Bali. Lo vedevi in acqua a prendersi la sua dose quotidiana. Quando non era in acqua, era immerso nei libri e in quello che molti di noi pensano sappia fare meglio: la sua arte. Qui mi sbilancio. La pressione diventerà troppo forte per lui e, col tempo, lo vedremo lì sempre più spesso, finché forse un giorno…. 


























