Deus Swank Rally di Sardegna

Quest’anno ci è andata davvero alla grande con l’ingresso in squadra di un pilota coi fiocchi all’ultima edizione dello Swank Rally di Sardegna. Nientemeno che Mr. Forrest Minchinton è salito a bordo per un’avventura italiana a tutto carburante, ed ecco la sua versione della storia.

“Lo Swank Rally di Sardegna è una gara per gentiluomini e gentildonne su mezzi a due ruote moderni e vintage, mono o pluricilindrici, a seconda di ciò che più li stuzzica.

Questo rally ti porta in un viaggio selvaggio, partendo dalla periferia di Milano e sfrecciando tra strade, vie secondarie, campagne, vicoletti e marciapiedi. Per chi vuole rendere le cose un po’ più pepate, il fidato strumento di navigazione è un buon vecchio rotolo di carta, alias “il roadbook”, fissato al manubrio. È come cercare di leggere un romanzo mentre si viaggia a velocità sostenuta. Se segui il roadbook alla lettera, ti fai strada zigzagando nel traffico locale, eviti mucche improbabili e ti concedi la pausa cappuccino di rito… il frutto delle tue fatiche sarà approdare sulla splendida isola italiana della Sardegna.
È come viaggiare nel tempo verso un’epoca magnifica, con panorami da cartolina e vibrazioni speciali dietro ogni curva, dagli ulivi alle calette dal mare cristallino.

Ora, questo format di rally non è certo una novità: anzi, questa gara risale agli anni ’80. Lo Swank Rally di Sardegna è nato dalle ceneri dell’ormai mitico Rally di Sardegna, il primo rally “africano” organizzato fuori dal continente europeo. Un’epoca d’oro del rally ormai passata, una vera avventura e uno degli eventi che componevano il Campionato Mondiale Rally Raid dell’epoca, un mondiale illuminato dal rally Parigi-Dakar, capace di richiamare oltre 1.000 partecipanti assetati di avventura. Nel 2019 Deus Ex Machina e Adventure Riding hanno deciso di riportare in vita il Rally di Sardegna con l’obiettivo di far rivivere lo spirito dell’età d’oro dei rally. Guidando sugli stessi percorsi dove era stata scritta la storia del motorsport, ma questa volta in un contesto accogliente, tanto avventuroso quanto una scampagnata tra amici.

Il mio ingresso in questa storia è arrivato con una telefonata dei nostri amici di Deus Italy. Giuseppe era dall’altra parte dell’Atlantico, mi chiamava dal suo ufficio di Milano con un invito amichevole a partecipare all’edizione di quest’anno dello Swank. Sapeva benissimo che continuavo a tormentarlo per avere l’occasione di venire, da quando avevano riportato in vita l’evento nel 2019.
Il punto non era SE volessi partecipare, ma SE sarei riuscito ad arrivare in tempo. Ero nel pieno della penisola messicana della Baja, a centinaia di miglia di distanza, impegnato nella Baja 400: questo mi avrebbe lasciato solo 24 ore per tornare a casa in California e prendere il primo volo per l’Europa.
Inutile dirlo, abbiamo portato a termine la Baja 400 e sono volato dritto a Milano. Appena arrivato, sono andato direttamente nel garage dell’italiano più alto che conosca, Mr. Ottavio Missoni. Partner di Deus, pilota e finisher della Dakar, collezionista di moto vintage e, in generale, una gran bella persona, abbastanza generoso da prestarmi la sua moto per correre: una Sherco 450. Lui ha optato per la sua fidata e davvero cool Honda XR600 anni ’80 per cimentarsi nella classe vintage, completa di roadbook manuale d’epoca, come si deve. Abbiamo sostituito il suo manubrio ape hanger adatto alla sua altezza con una piega adatta alla mia statura (verticalmente svantaggiata).

Abbiamo montato un set di gomme Metzeler nuove prima che Ottavio mi desse un rapido corso intensivo sul sistema a roadbook lungo i suoi sentieri di casa, per farmi prendere confidenza con la navigazione in stile roadbook, e poi via verso il Prologo sull’iconica pista da motocross di Malpensa.
È stato uno spasso ritrovarsi circondati da un gruppo di rider così rilassato, ognuno al proprio ritmo, ma tutti a godersi ogni momento come una grande famiglia felice. E lasciatemelo dire: le moto erano uno spettacolo. Dalla moderna e inarrestabile Yamaha Teneré agli amati classici degli anni ’80 e ’90, come Honda XL e XR, Suzuki DR e Yamaha TT e XT. Un paradiso a due ruote, con un gusto per ogni palato.

Qualche giorno dopo, mi sono ritrovato a divorare i sentieri dell’entroterra sardo, passando da piste veloci e scorrevoli e letti di fiume a single track e strade forestali, con brevi tratti su asfalto. La festa è andata avanti per tre giorni, attraversando l’isola dalle cime delle montagne alle valli, fino alla riva del mare. Ogni sera ci rilassavamo in un beach resort, condividendo racconti di battaglia, scampati pericoli e momenti indimenticabili davanti a cibo delizioso e tutta la birra che riuscivamo a reggere.

Il gran finale si è svolto al porto dei traghetti di Olbia, in Sardegna, dove abbiamo caricato le moto e ci siamo diretti al bar per un ultimo giro di drink celebrativi con amici nuovi e vecchi, mentre navigavamo di notte verso la terraferma italiana. La tappa finale si è conclusa al porto dei traghetti di Olbia, in Sardegna, dove abbiamo caricato le nostre moto e siamo andati al bar per un ultimo brindisi tra nuovi e vecchi amici, mentre navigavamo di notte verso la terraferma italiana. Il percorso fluido del rally e la sfida della navigazione mi sono piaciuti davvero molto: era un cambiamento enorme rispetto ai terrori della Baja 400 a cui avevo partecipato solo pochi giorni prima.

Anche se sono sempre stato un fan della sofferenza autoindotta, questo Swank Rally aveva la giusta dose di sfida e champagne. Considerate i miei voli per l’anno prossimo già prenotati!”

#swankrallydisardegna


parole: @forrestminchinton
Ph. @rally.pov

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