DIRT DAUBER

DIRT DAUBER

TW deriva dall’abbreviazione di “Trail Way”, la moto Yamaha che fu soprannominata “Adventure Machine”: una moto nata per sfrecciare su strade inesplorate. La TW divenne celebre anche per il suo legame con il grande avventuriero in moto Shinji Kazama, che nel 1987 raggiunse il Polo Nord in sella a una TW200. Un altro splendido momento da Trivial Pursuit: Kazama è uno dei pochi ad aver raggiunto entrambi i poli in moto.

In Giappone, la TW è più spesso associata all’era “Suka-Tune” delle custom bike dei primi anni ’90. Uno stile che consisteva nello spogliare la moto di carene e coperture per esporre tutto ciò che c’era sotto, lasciandola apparire così com’era. “Sukeru” in giapponese significa trasparente o a vista. In quel periodo, i giovani giapponesi facevano a gara per modificare e presentare la loro migliore interpretazione del nuovo stile.

Nonostante il Giappone stesse entrando nella storica recessione seguita allo scoppio della bolla economica nei primi anni ’90, Yamaha vide i concessionari di moto in tutto il Paese accumulare liste d’attesa di mesi per le Adventure Machine dalle gomme larghe. Era la scelta popolare e accessibile del momento, e i “TW’ers” (TW custom o chi le guidava) si vedevano ovunque per le strade del Giappone. La Suka-Tune, quindi, finì per essere fortemente associata alla TW, e si potevano vedere giovani rider sfrecciare in città su queste moto, lanciando sguardi di lato agli adulti che vagavano smarriti tra le “strade inesplorate” della stagnazione economica.

Fu più o meno in quel periodo che i fondatori di Deus, Dare Jennings e Carby Tuckwell, vennero in visita in Giappone e scoprirono “Ura-Hara” (le strade secondarie di Harajuku). La zona vibrava di orde di motociclette e della moda legata alle loro sottoculture. Quello che videro, quel fermento culturale, fu certamente qualcosa che entrò a far parte delle idee e dell’ispirazione che, alla fine, diedero vita a ciò che oggi conosciamo come Deus Ex Machina. A quanto pare, durante la loro visita le TW erano ovunque. E non sorprende, perché queste moto rappresentavano davvero quell’epoca.

Secondo Tomoyuki Soeda, Bike Builder di Deus Japan, che negli anni ha guidato più moto di quante se ne possano contare, non esiste un’altra moto là fuori funzionale e dalle dimensioni così perfette come la TW. E se oggi dovesse uscire a comprare una moto pratica per giri veloci in città, sceglierebbe senza dubbio una di queste. Tra tutte le grandi Yamaha, Soeda ritiene che questa sia la migliore in assoluto, e questo ha pesato molto sulla sua decisione di ricreare un piccolo frammento di questo classico della sottocultura nella nostra DIRT DAUBER.

Nel pieno della pandemia globale, le persone stanno ripensando i propri modi di spostarsi. Molti si stanno iscrivendo alle scuole guida per prendere la patente moto. Maxi scooter e altri pratici mezzi a due ruote sono ottimi, certo, ma nello spirito del grande avventuriero in moto Shinji Kazama… che ne dite di uscire a esplorare con la nostra TW customizzata, una vera “adventure machine”?

DIRT DAUBER  /ドロバチ

Il nome TW deriva da Trail Way e indica una “Adventure Machine” capace di affrontare strade dove strade non ce ne sono. Al contrario del significato del nome e delle sue origini, parole come Suka-Tune e TW’er nacquero a Ura-Hara a metà degli anni ’90, dopo lo scoppio della bolla economica.

In contrasto con il crollo della bolla, a Ura-Hara i giovani facevano a gara per ordinare TW custom, caratterizzate dai pneumatici larghi, al punto che sempre più concessionari arrivavano ad avere liste d’attesa di diversi mesi per la consegna. Mentre gli adulti si muovevano disorientati tra strade senza direzione, loro sfrecciavano in città sulle loro custom bike.

Proprio in quel periodo, i fondatori di DEUS, Dare Jennings e Carby Tuckwell, visitarono il Giappone. Raccontano che Ura-Hara brulicava di moto di ogni tipo e di moda, e che tutto questo contribuì a formare l’immaginario del brand DEUS. Le TW, in particolare, erano numerosissime….
Non è esagerato dire che sia stata una moto simbolo di quell’epoca.

Secondo Tomoyuki Soeda, DEUS JAPAN BIKE BUILDER, se dovesse possedere una moto come mezzo per brevi spostamenti, sarebbe senza dubbio una TW. Ha guidato quasi ogni tipo di moto, ma sostiene che non esista una bike così equilibrata per dimensioni e funzionalità. Tra le tante grandi YAMAHA, la considera la migliore. A volte, però, se gli si chiede “hai davvero detto questo?”, tende a svicolare…

Oggi, in piena era Covid, sono sempre di più le persone che iniziano a frequentare la scuola guida per prendere la patente moto. Maxi scooter e mezzi comodi vanno benissimo, ma perché non provare a customizzare e mettere alla prova una “Adventure Machine”?

Come l’avventuriero Shinji Kazama….

Costruita da Tomoyuki Soeda
Foto di Toyohiro Zenita