DUST & FUN #4 - L’ULTIMO GIRO DELLA STAGIONE

DUST & FUN #4 - THE LAST LAP OF THE SEASON

Una storia di gare all’estero raccontata da Gille Leenknegt

"Per la fine della stagione di @dustandfun sono stato invitato da @deusportal a correre con loro a Ravenna, in Italia, su uno short track da 250 m davvero bellissimo. 

Mi ci è voluta un’intera giornata tra aerei/treni/taxi per arrivare sul posto, ma andare a correre in paesi diversi mi accende davvero. È una grande fonte d’ispirazione vedere tutti correre insieme, condividendo una passione pur avendo storie di vita completamente diverse.

Correre all’estero ti porta fuori dalla tua comfort zone. Ti fa lavorare con quello che hai a disposizione, con poca preparazione e contando su te stesso, affrontando l’imprevedibile e riuscendo comunque a essere pronto. 

Chi mi conosce bene sa che di solito arrivo ai weekend di gara super preparato, con un sacco di attrezzatura e attrezzi: cerco di portare tutto quello che potrebbe servire a me, o a qualcun altro. Questo weekend ho corso in Italia su una moto che non era mia, mettendoci mano con gli attrezzi di altre persone, e ho fatto una delle mie migliori gare di sempre. Ho avuto l’onore di guidare la Husqvarna 450 di @nikosorbo. Era la prima volta che correvo con quella moto e l’ho adorata!

Sabato è stata una giornata intera di allenamento, conclusa con un bellissimo barbecue; tutti erano stanchi dopo aver girato tutto il giorno e io sono arrivato giusto in tempo per prendere un piatto, una birra e unirmi a loro. Dopo cena ci siamo goduti tutti 2 cortometraggi in un cinema all’aperto “fatto a mano”. Naturalmente anche i film parlavano di gare e piloti: la storia di Gary Birtwistle (campione britannico di flat track nelle classi PRO e Hooligan) e della sua esperienza da pilota ufficiale Royal Enfield. E la storia di Shana Texter, la prima rider donna a correre e vincere nell’AFT (American flat track). Di come è cresciuta correndo con suo fratello e suo padre, e di come, tra le gare, ha conosciuto suo marito Briar Bauman. La sensazione che provi guardando questi film sotto un cielo pieno di stelle, con il conforto di essere in un posto in cui ami stare: la pista. Magico.

Domenica, giorno di gara: due sessioni di prove e la heat 1.
Durante le prove la pista era un mix di asciutto e bagnato, il che la rendeva molto imprevedibile. L’asciutto era come correre sulle biglie, il bagnato invece aveva tantissimo grip. Sto ancora prendendo confidenza con la moto e inizio a essere un po’ nervoso per le gare.

Quando parte la Heat 1, la pista era preparata alla perfezione, con l’aspetto e la sensazione di una pista appena battuta al mattino. I rider sono veloci e io sono 3°: provo a infilarmi all’interno e a sorpassare, ma non c’è abbastanza spazio e dopo tre o quattro tentativi decido di dare tutto, scelgo l’esterno e riesco a superarli entrambi in un colpo solo. Fantastico! 

La pista era preparata così bene che potevi percorrere più traiettorie, rendendo gare e sorpassi davvero interessanti. È questo che amo di più: linea alta o linea bassa, funziona tutto e rende la gara super competitiva.
Dopo questo abbiamo una pausa pranzo con, ovviamente, pasta italiana: uno dei motivi per cui amiamo così tanto l’Italia!

Ci sono 30 gradi e preparano la pista tra una manche e l’altra, riuscendo a mantenerla così bella per tutto il giorno: una grande sfida, che dimostra che questi ragazzi sanno quello che fanno. Corro nella classe open, che ha 3 gruppi di rider mescolati con la classe rookie; i rider vengono rimescolati tra tutte le heat, così durante la giornata corri contro tutti.

Tra una heat e l’altra giro per il paddock chiacchierando con amici vecchi e nuovi. Ho corso molte volte al Deus Swank Rally di Sardegna, quindi conosco parecchi rider italiani, e ho condiviso il paddock con i rider Deus ammirando le loro moto pazzesche: Circle F Rotax, Wood Rotax e CRF450.

Il risultato della semifinale decide se vai in finale: ho la prima scelta della posizione di partenza e finisco con la vittoria, che mi dà la prima scelta anche per la finale. 

In finale siamo 8 rider veloci, tutti con la voglia di vincere. È la finale di stagione, quindi per la maggior parte dei rider è il momento che aspettavano. Parto bene, mi porto in testa e riesco a mantenere la posizione fino alla vittoria. Sono super gasato, perché non avrei potuto aspettarmi questo risultato con la moto di qualcun altro e così poco allenamento. Ma qualunque fosse stata la posizione sul podio, vale sempre la pena viaggiare per vedere buoni amici, moto belle e fare qualche giro in un posto nuovo.

Quindi, alla fine di ogni gara, spunta sempre la stessa domanda: quando sarà la prossima?"

 

Testo: @gilleee di @theroadshow.enduro

 

Immagini: @chrifussi

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