Neal Purchase Jnr ha appena concluso un paio di settimane da far girare la testa, mettendo in pratica il suo mestiere dentro e intorno al Temple Of Enthusiasm di Canggu, Bali. Chi ha assistito al periodo che ha trascorso come Shaper In Residency dice che l’unica cosa più rumorosa della sua pialla era l’urlo di stoke che gli scappava davanti a ogni tubo ancora intatto che vedeva. Lui, dal canto suo, non si rendeva conto delle frequenze che faceva vibrare nell’aria intorno a sé… troppa polvere bianca di foam e sabbia nera gli si erano infilate nei timpani, a suo dire. Ovunque passasse Purcho, si trovava una scia ad alto contrasto di quelle due sostanze.
Avendo già passato parecchio tempo al Temple come shaper residente, Purcho conosceva bene la routine ed è riuscito a combinare più di quanto chiunque potesse aspettarsi, sia in acqua sia nella shaping bay. È persino riuscito a shapeare una nuova quiver per Harrison Roach, che non è affatto una cosa da poco se si considera la velocità con cui Harrison passa da una tavola all’altra.
Abbiamo pensato di usare questo piccolo post per raccontare cosa ha shapeato per Harrison... perché, insomma, è una quiver di tavole fantasiosa e bellissima, e Purcho ne ha anche realizzato una serie di 5 per ciascun modello, in varie misure, per il nostro shop, quindi se vi interessa, saranno presto disponibili al retail floor del Temple.
La prima tavola della lista è una delle celebri Quartet di Purcho... se devi ordinargli una quiver, ti serve una Quartet. Il setup originale delle pinne offre una quantità incredibile di drive e velocità e, nella misura 5’10 di Harrison, sarà la sua versione full-flow di una shortboard high-performance. Sarà una tavola da scegliere praticamente in ogni condizione fino a 6 piedi, e Harrison pensa che saprà staccare dal bottom con precisione se mai dovesse imbattersi in uno slab.
Procedendo nella lista delle cinque tavole dalla più corta alla più lunga, la seconda è una single fin 6’0, che immaginiamo diventerà quasi un’estensione degli arti di Harrison. Ci siamo innamorati del surf di Harrison su single fin già ai tempi di “I Had Too Much To Dream” e non vediamo l’ora di vederlo appoggiare il tucked rail in linee lunghe e distese. Le forme di bottom e i rocker sottili di Purcho danno vita ad alcune delle single fin più semplici e belle che abbiano mai attraversato la shaping bay del Temple, ed è per questo che non vediamo l’ora di vederle scivolare sulle onde dell’Indonesia.
Sulla terza tavola vediamo il continuo interesse di Harrison per il design Duo, un po’ fuori dagli schemi. Ha sperimentato questo setup negli ultimi cinque anni circa, da quando Purcho ha iniziato a shapeare queste tavole, e non riesce bene a spiegare perché ne sia così fortemente attratto. Riesce però a raccontare il suo amore per le sue prestazioni nel tubo: “...traccia una linea come una single fin, ma dove la single tende a scivolare sulla foam ball, la Duo tiene come nessun’altra tavola che abbia mai surfato.” Sembra che questa, a 6’3, con tanto volume e il tail stretto, sarà una step-up per Harrison. Una tavola per quando le onde iniziano davvero a pompare.
Dopo la 6’3 c’è un salto di 6 pollici, dove troviamo la quarta tavola della quiver: una single fin 6’9 in stile gung-ho. Ispirata alle Pipeline gun strette in stile Lopez degli anni ’70, questa tavola è stata addolcita quanto basta per renderla maneggevole in condizioni non proprio estreme come Pipeline. Con un down rail da nose a tail, questa è la tavola con cui Harrison sogna di lanciarsi dal bottom di una grande destra come HT’s. È la tavola del dentro o fuori, quella che vuole un’onda enorme, pulita e perfetta su cui lasciare tracce. È la tavola che ci entusiasma di più! Purcho, ti rendiamo onore!
Ultima, ma letteralmente non meno importante, è la tavola grande della quiver: una Duo 7’6 che fa sembrare tutte le altre fatte per bambini. L’idea della 7’6 è nata dopo una session sulla penisola lo scorso anno, quando Harrison ha surfato una 6’4 in onde talmente grandi che non sapremmo mai davvero definirne la misura... erano 12’ hawaiani? Facce da 20’? Non lo sapremo mai davvero, ma le foto che mostrano onde alte più di quattro volte Harrison perseguitano le sue quiver di tavole piccole, quindi abbiamo pensato che fosse arrivato il momento di creare qualcosa pensando a quei line-up grandi e raramente affollati. Questo ski è una tavola da paddle che lo porterà dentro swell seri e lo farà tornare fuori in lineup con facilità, finché non dovrà fare duckdive. Volendo il feeling da single fin sulle grandi pareti aperte e quel drive extra generato dal bottom che alle single fin manca, la Duo era la scelta più ovvia per il setup delle pinne di questa tavola. E come per tutta questa quiver, non vediamo l’ora di vedere la 7’6 in azione.
Le piogge si sono fermate e gli alisei iniziano a soffiare: voi avete già pronta la vostra quiver per l’Indo?
























































