THE GREAT SWANK RALLY DI SARDEGNA 2022

Più grande che mai, la quarta edizione dello Swank Rally di Sardegna si è conclusa. Siamo saliti a bordo del traghetto con 350 persone provenienti da 10 nazioni, tra piloti, assistenze e staff: un gruppo incredibilmente numeroso.

Vogliamo davvero ringraziare tutti gli sponsor e i partner per averci aiutato a rendere questa edizione così speciale: Grandi Navi Veloci per averci assicurato il rientro a Genova; Yamaha per continuare a credere in noi fin dal primissimo Deus Swank Rally.
Motor Bike Expo per ospitarci ogni anno al loro grande evento e per portare un team così bello e cordiale; Metzeler per averci fatto vivere un giro nell’esclusivo Campo Prova Pneumatici di Vizzola e per averci fornito pneumatici extra; Breitling per condividere lo stesso entusiasmo e per i premi fantastici; Garmin per indicarci sempre la strada giusta e Olitema per mantenere lubrificato il nostro motore. 
Al di sopra di tutto, un ringraziamento speciale va a Adventure Riding per aver organizzato tutto dalla A alla Z con tanta passione e professionalità.
 

Tra tutti i record di questa edizione, siamo davvero orgogliosi del numero di ragazze presenti tra i partecipanti. Come per molti altri partecipanti, per la maggior parte di loro questo è stato il primo rally della vita. Abbiamo quindi deciso di lasciare che Caterina ci raccontasse com’è stata la sua esperienza, perché la prima volta ha sempre qualcosa di speciale: 

“Ho sempre detto che, se avessi fatto un rally in moto, sarebbe stato lo Swank Rally di Sardegna, e così è stato.

Ho avuto la fortuna e l’onore di far parte del Deus Women Team, che per 5 giorni è diventato la mia famiglia. Devo ammetterlo, ero un po’ spaventata. Lo Swank prevedeva 4 tappe e oltre 1000 km, da Malpensa (Milano) a Genova e infine alla Sardegna. Era la prima volta che arrivavo così lontano e le preoccupazioni erano tante, certo: la mia moto reggerà? Avrò abbastanza resistenza fisica? Sarò all’altezza? Beh, la risposta è sì, lo sono.

Tutti i 220 partecipanti si sono ritrovati alla pista da motocross di Malpensa alle 13:00 per la registrazione ed erano pronti per affrontare il prologo notturno: un solo giro, il più veloce possibile. Ma la vera esperienza sarebbe iniziata il giorno dopo. È lì che abbiamo conosciuto alcuni dei piloti e compagni con cui avremmo condiviso il percorso. 

Mercoledì 28 settembre, ore 8:00. Mi sono vestita, ho selezionato la prima traccia sul mio GPS (gentilmente fornito da Garmin, grazie ancora per il supporto!), ho acceso la moto e, dopo un respiro profondo e uno sguardo alle mie compagne di squadra, ero pronta a buttarmi a tutto gas in questa esperienza. Non starò qui a raccontare e descrivere ogni singolo dettaglio delle tappe. Ogni traccia era semplicemente incredibile: single track ripidi nel bosco, discese bellissime, pietre smosse, prove speciali e paesaggi mozzafiato. Sono qui per descrivere lo Swank Rally come esperienza.

Purtroppo, era tutto perfetto. Dico purtroppo perché è stata una di quelle esperienze che ti fanno venire voglia di ripartire ancora prima che siano finite. Le tracce erano lunghe: sempre più di 220 km, ma con la giusta alternanza di asfalto e off-road. Quello che ho notato con grande piacere è che lo Swank Rally è prima di tutto “aiutarsi a vicenda”. Un semplice gesto con la mano per sapere se fosse tutto ok quando si passava accanto a un rider fermo era la regola. Lo Swank è anche condividere passioni, momenti e a volte persino pezzi di moto (camere d’aria, leve frizione e altro). È una sfida con se stessi: lungo il percorso ho incontrato anche persone che non avevano mai fatto enduro in vita loro (una follia dal mio punto di vista), ma che hanno raggiunto il traguardo con un sorriso grande il doppio rispetto alla partenza, perché diciamocelo, la soddisfazione non ha prezzo.

Lo Swank Rally è inclusione. Personalmente ho vissuto una grande “apertura” verso le ragazze. Quest’anno eravamo circa una decina, sempre poche, ma comunque più delle edizioni precedenti (così mi è stato detto). Più che “apertura”, forse è più corretto parlare di ammirazione. Penso che spesso, frequentando ambienti prettamente maschili, noi donne ci sentiamo obbligate a dimostrare sempre il doppio, solo per il fatto di essere donne. Allo Swank Rally non ho mai avuto questa sensazione. Non mi sono mai sentita trattata come una rider donna, ma solo come una rider. Lo Swank è stato anche un momento per ritrovare persone che già conoscevo e per incontrare altri appassionati di moto che mi hanno insegnato tantissimo. Durante tutto il rally ho continuato a sorprendermi per quanto tutti fossero amichevoli e alla mano:  potevi ritrovarti a chiacchierare dei percorsi con campioni come Gio Sala (5 volte campione del mondo enduro) o a condividere il tavolo con un campione olimpico di MTB come Marco Aurelio Fontana.

È stata un’esperienza fatta di cuore, gioia, polvere e gas spalancato. Un viaggio in cui ho imparato a tenere sempre la testa alta, guardando nella direzione in cui volevo andare

 Grazie, Deus Family.”

 

#swankrallydisardegna

 

Ph. @bearoll

Testi @caterinalicini

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